Grandinata, danni fino al 50% alle colture padovane

NELLA CINTURA PADOVANA PERSO FINO AL 50% DELLE COLTURE AUTUNNO-VERNINE A CAUSA DELLA GRANDINATA DI VENERDÌ SCORSO

A causa della grandinata di venerdì sera è andata irrimediabilmente perso fino al 40% delle colture autunno-vernine nella zona della cintura urbana. Particolarmente colpita la fascia est di Salboro, fino a Ponte San Nicolò.

Sui Colli, invece, il forte vento ha piegato decine di filari di viti, soprattutto nell’area di Cinto Euganeo. Per quanto riguarda i danni in tutta la provincia, pure alle serre (scoperchiate dalle raffiche), secondo le prime stime ammontano ad almeno 1 milione di euro.

“Broccoli, radicchi e cavolfiori hanno avuto la peggio – sottolinea Cia Padova – Nell’hinterland si è abbattuta una tempesta con chicchi grossi come delle palline da golf. Questi hanno creato dei buchi sulle foglie, in molti casi non è stato possibile salvare il salvabile”.

Prima l’evento estremo. Ora è in arrivo una nuova ondata di caldo anomalo, con picchi fino a 36 gradi fino alla fine della settimana.

“Le stagioni non hanno più un ritmo cadenzato – osserva il presidente di Cia Padova, Luca Bisarello – Una volta si poteva programmare il lavoro di semestre in semestre. Oggi siamo in balìa dei mutamenti climatici: passiamo dai nubifragi alle ondate di calore, e persistenti, in poche ore”.

Peraltro, l’agricoltura padovana viene da un’estate nefasta: la siccità e il calore estremo hanno causato danneggiamenti alle varie colture per almeno 50 milioni di euro.

“Nel nostro settore il rischio d’impresa dipende sempre di più dal clima, e non dalle capacità imprenditoriali dei titolari”, puntualizza il presidente.

Dallo scorso 26 agosto, intanto, è stato attivato Agricat, il fondo mutualistico nazionale che interviene in caso di eventi avversi. Sono previsti dei rimborsi qualora i danni registrati alle coltivazioni siano superiori al 20% rispetto alla produzione media storica della singola azienda.

Finanziato con un prelievo del 3% sui pagamenti diretti della Pac, Politica agricola comune, possono beneficiarne le imprese agricole che ricevono regolarmente i pagamenti diretti della stessa Pac (primo pilastro) 2026.

A tal riguardo Cia si sta muovendo nelle sedi opportune per assicurare ulteriori risorse (quelle in agenda non sono sufficienti).

“Sarà un autunno caldo, in tutti i sensi – chiarisce Bisarello – Sullo sfondo gli aumenti del costo dell’energia e delle materie prime agricole”.

Rimane poi irrisolta la questione dell’equo reddito: fatto 100 il prezzo di un prodotto che si trova sugli scaffali dei supermercati, al singolo imprenditore agricolo resta, se gli va bene, soltanto il 10%.

“O il mondo della politica mette davvero al centro il comparto attraverso misure lungimiranti – conclude – o da qui ai prossimi mesi decine di imprese agricole padovane potrebbero andare in grossa difficoltà”.

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