Caldo anomalo, perdite fino al 15% nel Montagnanese

L’ONDA LUNGA DEL CALDO ANOMALO COLPISCE LE COLTURE AUTUNNO-VERNINE. NEL MONTAGNANESE PERDITE FINO AL 15% (NON ERA MAI ACCADUTO)

L’onda lunga della siccità e del caldo anomalo colpisce pure le colture autunno-vernine.

In alcuni casi, come spiega Cia Padova in un apposito report, non bastano le piogge di queste ore per salvare le piantine di radicchio, broccolo e verze. A tal proposito, nel padovano vengono già registrate perdite attorno al 10-15%.

Non solo. Gli imprenditori agricoli devono mettere in conto ulteriori spese di irrigazione, in una congiuntura economica che rimane oltremodo complicata.

“Un decimo, e in taluni casi pure di più, delle piantine non ce l’ha fatta a superare le varie ondate di calore che si sono susseguite dai primi trapianti, eseguiti tra luglio e agosto – sottolinea il presidente di Cia Padova, Luca Bisarello – Le perdite sono dell’ordine di migliaia di euro”.

“Bastonata” tutta la provincia, a macchia di leopardo.

La zona dove fino ad ora si sono verificati i danni principali è quella del Montagnanese, soprattutto negli appezzamenti agricoli che non vengono regolarmente raggiunti dalla rete idrica.

“A motivo delle alte temperature la pianta non è stata in grado di svilupparsi, ed è andata in stress – aggiunge il presidente – In tutto questo, talvolta l’irrigazione artificiale, garantita dall’egregio lavoro svolto dai Consorzi di bonifica, ha fatto addirittura peggio. Ovvero, l’acqua ha creato un effetto lente che, sotto il sole cocente, ha lessato le foglie”.

“Le colture autunno-vernine, per definizione, necessitano di terreni umidi e soffici, almeno fino alla fine di ottobre. La prima fase della relativa stagione è cominciata nel peggiore dei modi”.

Fra le varie criticità, osserva Bisarello, “occorre irrigare con più frequenza rispetto agli anni scorsi, con conseguente impennata dei costi”.

Peraltro, vi sono stati degli agricoltori che hanno rinunciato a trapiantare il radicchio poiché non vi erano la condizioni per procedere.

“Veniamo da un’estate nera, con perdite stimate attorno ai 50 milioni di euro in provincia di Padova. Prima la persistente siccità, poi le tempeste che si sono abbattute a fine agosto”.

Non c’è pace, dunque, per il mondo agricolo.

“Le problematiche da gestire sono tante. Serve, in particolare, il sostegno delle Istituzioni affinché il comparto venga davvero rimesso in cima all’agenda politica”.

“Sarà un autunno caldo, in tutti i sensi – conclude il presidente – Non possiamo permetterci che chiuda nemmeno un’azienda agricola. Tutto il padovano è a forte vocazione agricola. Continueremo a portare le istanze del primario nelle sedi opportune. Ne va del futuro dell’intera comunità”.

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