L’appello di Cia Padova alla Regione: subito sostegni al comparto, altrimenti rischiamo il collasso
Nell’ultimo anno i prezzi sono schizzati in alto: +40% per il carburante agricolo e +12% per i fertilizzanti. Oltre ai danni relativi alla siccità, che in provincia ammontano ad almeno 50 milioni di euro.
“O il mondo della politica ci viene incontro mediante appositi sostegni, o siamo destinati al collasso”, è il grido di dolore di Cia Padova. Che stamane ha inviato una missiva al presidente della Regione, Alberto Stefani, e all’assessore regionale all’agricoltura, Dario Bond, per domandare l’attivazione di due misure ad hoc.
In primo luogo, viene proposta l’attivazione di un contributo straordinario per l’acquisto del gasolio agricolo. Questo sarebbe destinato a compensare una parte dei maggiori costi sostenuti dalle imprese, sulla base dei consumi documentati e delle assegnazioni riconosciute, con procedure semplici e tempi rapidi di erogazione.
In seconda battuta, precisa il presidente di Cia Padova, Luca Bisarello, “occorre un intervento in conto interessi sui prestiti agrari, sia per i finanziamenti di conduzione che, dove possibile, per quelli già in essere, con particolare attenzione alle aziende colpite dalla siccità e dalle perdite produttive”.
Un intervento, questo, da accompagnare con un confronto assieme agli istituti di credito al fine di favorire condizioni sostenibili e scadenze coerenti con i cicli agricoli.
“Si tratta di istanze che provengono direttamente dai territori – osserva il presidente di Cia Padova – Siamo consapevoli che tali misure non possono risolvere tutte le criticità del settore. Rappresentano, però, due passi concreti verso una risposta al mondo agricolo, così da alleggerire le spese immediate, restituendo alle aziende la possibilità di programmare il proprio futuro”.
Oggi difendere la continuità dell’attività agricola significa tutelare produzione alimentare, occupazione, presidio del territorio e vitalità delle comunità rurali del Veneto.
Nella medesima missiva, Cia Padova chiede un incontro a stretto giro con l’amministrazione regionale “per approfondire le proposte e individuare insieme modalità operative, risorse e tempi di attuazione”.
Nell’attuale contesto, peraltro, il ricorso al credito per finanziare la gestione ordinaria rischia di trasformarsi in un progressivo aggravamento dell’indebitamento: “Le aziende sono tenute ad anticipare le spese per avviare le nuove campagne, pagare fornitori e dipendenti e rispettare le scadenze dei finanziamenti, disponendo però di una liquidità sempre più limitata”.
Motivo per cui “riteniamo necessario individuare una dotazione finanziaria dedicata, verificando le risorse regionali e gli strumenti attivabili nel rispetto della disciplina sugli aiuti di Stato, con criteri che assicurino un beneficio concreto alle imprese ed evitino duplicazioni con altri sostegni”.
“L’agroalimentare è un settore strategico – conclude – lo comprendiamo ancor di più in questi giorni di mobilitazioni. La politica rimetta davvero al centro il comparto, con decisioni coraggiose e impattanti”.

